Le icone, nel senso piú
reale della parola, sono testimonianza di Verità: il loro mistero
si rivela nell'immagine. Nelle Icone viene portata la testimonianza che
il Figlio di Dio, il Logos, dalle altezze celesti è disceso per
noi sulla Terra, si è fatto uomo e per noi ha compiuto il sacrificio
estremo, collocandoci in una prospettiva di resurrezione. Le icone si collocano
tra Cielo e Terra, in una dimensione intangibile, divenendo specchio della
Sapienza Divina per noi tradotta in immagini. I primi iconografi dipingevano
quello di cui erano partecipi: realtà di difficile traduzione dialettica.
Essi vedevano nel simbolo l'espressione immediata della loro esperienza
con il Divino.
Nella raffigurazione del "Roveto
ardente" confluiscono elementi dell'Antico e del Nuovo Testamento.
All'esterno vi è la prefigurazione della Rivelazione fatta ai profeti,
all'interno la Rivelazione stessa. Le immagini convergono al centro e dal
centro si dipartono: un'unità in sé conchiusa che raccoglie
la storia dell'uomo e il suo rapporto con il mondo spirituale.
Partendo dal centro, vediamo
rappresentato nel fanciullo incoronato il Logos, il pre-esistente, il Figlio
dell'Altissimo. Egli è posto nel seno della Vergine che, avvolta
in un manto di nubi, simboleggia anche la Terra: entrambe hanno accolto
in sé il Cristo, ed Egli si è fatto uomo. Cosí lo
troviamo in braccio alla Vergine vestito della luce spirituale dell'oro,
in un gesto di benedizione con la mano destra e tenendo avvolto un rotolo
con la mano sinistra contenente la Sapienza e la Verità.
I due personaggi centrali
sono circonfusi di raggi dorati, a conferma dello splendore divino del
quale sono ripieni e del Volere Divino di cui irraggiano le sfere circostanti.
Da essi le Virtú ricevono il potere sugli elementi del mondo, rappresentate
nella seconda sfera tutta irradiata d'oro.
Nella stella blu sono rappresentati
gli Arcangeli che ricevono i loro compiti. Alle punte della stella è
iscritto il nome ADAM, l'uomo nuovo risvegliato dal Cristo: Michele rappresenta
la A, Gabriele la D, Raffaele la A, Uriele la M. Uriele pronuncia il nome
di ADAM, per questo egli viene rappresentato dalla Trinità e posto
in una posizione centrale rispetto agli altri.
Nella successiva stella di
colore rosso troviamo le quattro raffigurazioni simboliche degli Evangelisti,
che rappresentano le 4 direzioni cosmiche, dalle quali scaturí lo
Zodiaco per l'ordinamento dell'uomo.
All'interno, nel cuore della
Terra, l'opera divina è già compiuta, ma per risvegliarla
nel cuore umano la Divinità si serve dei suoi Ministri. Posti nel
cerchio esterno racchiuso dalle nubi, gli Arcangeli avvolgono la Terra
e fanno piovere su essa le forze della crescita e della maturazione. La
loro operosa attività è indicata nelle braccia scoperte.
Le loro funzioni sono duplici, perciò in quest'ultimo cerchio essi
vengono rappresentati due volte, in perfetta comunione tra loro e diametralmente
opposti. Nella stella blu essi ricevono l'ordine, nella sfera successiva
lo realizzano.
Sopra l'immagine della Trinità,
a destra, sta Uriele, avvolto in un'atmosfera di fuoco. Egli ha la capacità
di illuminare e di rendere partecipe della Sapienza divina tutto quanto
lo circonda. Tiene in mano un fanciullo, il "nuovo Adamo", la
cui nudità rappresenta la sua completa libertà da ogni condizionamento
e la sua assoluta purezza. Nell'altra mano Uriele tiene una scatola con
tre scomparti chiusi, che simboleggia la dote. Egli esplica la sua attività
illuminando dall'esterno l'uomo di pensiero divino. Alla sua destra l'Arcangelo
Gabriele viene ad apportare al fanciullo il nutrimento, le due coppe nelle
sue mani: in una il nutrimento celeste, nell'altra quello terrestre. Le
due immagini si corrispondono in un armonico interiore Gabriele ed esteriore
Uriele. In estate, quando nel cielo compare l'immagine di Uriele, l'atmosfera
terrestre viene pervasa dal calore del Pensiero divino, e all'interno dell'uomo
vengono apportate le forze della crescita e del nutrimento.
Successivamente, nella stella
blu, entriamo nel campo d'azione di Michele. Egli tiene in una mano il
fanciullo e con l'altra compie un gesto di protezione. Nell'immagine sottostante,
rivestito d'una luminosa armatura in un'atmosfera celeste, Michele trae
dalla forza del cuore la spada della Luce Divina, il cui potere è
una virtú di vittoria sulla paura e sulle tenebre della morte. Nella
rappresentazione sovrastante, Raffaele indossa l'elmo con il simbolo dell'Ariete.
Con la destra indica "l'interno" e con la sinistra sostiene la
verga del risanatore, indicandoci la guarigione interiore ad opera del
Cristo. In autunno, quando nel cielo compare Michele, nell'atmosfera ritroviamo
la sua forza che opera contro le tenebre e dentro di noi Raffaele ci fortifica
apportandoci nuove forze.
Nell'immagine al centro in
basso, Gabriele incede portando in mano l'incensiere e la mirra. Egli è
colui che annuncia la buona novella. Alla sua destra, in un'atmosfera verde,
Gabriele compie la sua azione congiungendosi piú degli altri Arcangeli
alla Terra e all'uomo. In una mano tiene una verga, nell'altra il nuovo
Adamo, racchiuso in un uovo. Da lui riceviamo le forze del sostentamento
e del concepimento. Alla sinistra Uriele, in un'atmosfera rossa, con il
fanciullo alla sua destra racchiuso in un tempietto, ci indica che in questo
momento egli esplica la sua attività all'interno del pensiero dell'uomo.
Nella mano sinistra tiene la verga del potere. In inverno, nell'atmosfera
di Gabriele riceviamo dall'esterno le forze di rigenerazione e nell'interiorità
Uriele apporta le forze di un intelletto fortificato.
Infine, nella stella blu a
sinistra, vediamo Raffaele chinato, intento a tessere con le sue mani un
arcobaleno a simbolo dell'alleanza rinnovata. Nell'immagine sottostante,
in un'atmosfera gialla simbolo della luce, Egli tiene in una mano un vaso
e nell'altra il caduceo, simboli entrambi della medicina. Egli è
il medico e il guaritore. Nella rappresentazione superiore, Michele tiene
nella mano destra il fuoco divino, che apporta nell'uomo una forza intrepida
e una volontà pura, e nella mano sinistra la verga del suo potere.
A primavera, nell'atmosfera di Raffaele operano le forze di guarigione,
di risanamento, e nell'interiorità umana opera il fuoco divino apportato
da Michele.
Tutto infine si riassume nell'immagine
della Terra, circondata da questa atmosfera celestiale, che opera per la
salvezza umana e ci ricongiunge al Cristo, indicandoci una scala per giungere
nelle braccia della Vergine Madre.
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