Aforismi e pensieri in Frammenti

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Aforismi e pensieri in frammenti

Cometa949. L’antica ipotesi che le comete siano le fiaccole rivoluzionarie del sistema universale, vale certamente per un’altra specie di comete che rivoluzionano e ringiovaniscono periodicamente il sistema universale dello Spirito. L’astronomo spirituale osserva da gran tempo l’influsso di una tale cometa su una parte considerevole di quel pianeta spirituale che chiamiamo umanità. Grandiose inondazioni, mutamenti di clima, oscillazioni del centro di gravità, tendenza universale a disciogliersi, meteore singolari, sono i sintomi di questa spinta violenta, la cui conseguenza costituirà il contenuto di un’èra nuova. Come è forse necessario che in certi periodi tutto venga messo in movimento per produrre nuove, necessarie combinazioni e provocare nuove, piú pure cristallizzazioni, cosí è certamente indispensabile moderare questa crisi e impedire lo scioglimento totale affinché rimanga un nucleo, una parte solida, alla quale la nuova massa possa aggregarsi, e intorno alla quale possa formarsi in forme nuove e belle. Il solido si consolidi dunque sempre piú affinché diminuisca il calore superfluo, e non si risparmi alcun mezzo per impedire il rammollirsi delle ossa, il disgregarsi della fibra tipica. Non sarebbe forse stoltezza rendere permanente una crisi e credere che lo stato febbrile sia lo stato vero e sano alla cui conservazione l’uomo debba continuamente tenere? Chi d’altro canto potrebbe dubitare della sua necessità, della sua benefica efficacia?

 

 

950. Verrà un giorno, e verrà presto, in cui tutti saranno persuasi che il re non possa sussistere senza repubblica, né una repubblica senza re, che l’uno e l’altra sono cosí indivisibili come corpo e anima, e che un re senza repubblica e una repubblica senza re sono soltanto parole senza significato. Perciò con una vera e propria repubblica è sempre sorto contemporaneamente un re e con un vero re una repubblica. Il vero re sarà la repubblica, la vera repubblica il re.

 

 

951. Coloro che ai nostri giorni sbraitano contro i principi come tali, e non vedono alcuna salvezza se non nella nuova maniera francese, e non riconoscono la repubblica se non nella forma rappresentativa, e asseriscono apoditticamente che c’è repubblica soltanto dove ci sono assemblee primarie ed elettive, e consiglieri, e direttorio, e municipalità, e alberi della libertà, costoro sono miserabili borghesi, poveri di cuore e privi di spirito, gente che prende le cose alla lettera e cerca di nascondere la propria superficialità e miseria interiore dietro le bandiere colorate della moda trionfante, dietro la maschera imponente del cosmopolitismo, e meritano gli avversari, come gli oscurantisti, affinché la guerra dei topi e delle rane venga completamente concretata.

 

 

953. Ciò che per gli altri principi è stato il primo giorno, diventerà qui il giorno della vita del re. Il periodo di governo della maggior parte è soltanto il primo giorno. Il primo giorno è la vita di codesti effimeri. Poi muoiono e delle loro reliquie si fanno vari abusi. Cosí la maggior parte dei cosiddetti governi sono interregni; i sovrani sono soltanto la ceralacca rossa e sacra che sanziona gli ordini.

 

 

954. Che cosa sono le onorificenze? Fuochi fatui o stelle cadenti. Il nastrino dovrebbe essere una Via Lattea, normalmente è soltanto un arcobaleno, la cornice del temporale. Una lettera, un ritratto della regina: queste sarebbero onorificenze, distinzioni di massimo grado; distinzioni che infiammerebbero ad azioni egregie. Anche le massaie meritevoli dovrebbero ricevere simili distintivi onorifici.

 

 

 

964. Con l’essere ingannati s’impara a ingannare, e quanto è facile voltar pagina e far sí che il maestro diventi allievo del suo allievo! La felicità durevole la creano soltanto l’uomo per bene e lo Stato per bene. A che mi servono tutte le ricchezze se queste si soffermano presso di me soltanto per compiere il piú rapidamente il loro viaggio intorno al mondo? L’amore disinteressato nel cuore e la sua massima nella testa: ecco l’unica eterna base di ogni unione indivisibile. E che cosa è l’unione statale se non un connubio?

 

 

Musa ispiratrice967. Un vero sovrano è l’artista degli artisti. Vale a dire il direttore degli artisti. Ogni uomo dovrebbe essere artista. Ogni cosa può diventare arte bella. La materia del sovrano sono gli artisti; la sua volontà è il suo scalpello: egli educa, colloca e istruisce gli artisti perché il suo sguardo abbraccia la visione totale dal giusto punto di vista, perché ha presente soltanto la grande idea che dovrà essere rappresentata ed eseguita dall’unione delle forze e delle idee. Il sovrano rappresenta uno spettacolo teatrale infinitamente vario, nel quale palcoscenico e platea, attori e spettatori sono una cosa sola, mentre lui è poeta, direttore e protagonista del dramma. Quanto sarebbe delizioso se, come è il re, la direttrice fosse ad un tempo la donna amata dal protagonista, la protagonista del dramma, se si potesse vedere in lei la musa che empie il poeta di sacro ardore e intona la sua lira a melodie soavi e celesti!

 

 

977. In ogni vero cittadino brilla il genio dello Stato, allo stesso modo che in una comunità religiosa il Dio personale si manifesta, per cosí dire, in mille forme. Lo Stato e Dio, cosí pure ogni essere spirituale, non appaiono singoli, bensí in mille forme varie; solo panteisticamente Dio appare intero, e solo nel panteismo Dio è intero, dappertutto, in ogni singolo. Cosí per il grande Io l’io comune e il tu comune sono soltanto supplementi. Ogni tu è un supplemento al grande Io. Noi non siamo affatto Io, ma possiamo e dobbiamo diventare Io. Siamo germi del divenire dell’Io. Dobbiamo trasformare ogni cosa in un tu, in un secondo io; solo cosí ci eleviamo al grande Io, che è uno e tutto ad un tempo.

 

 

979. Un re che è ad un tempo genio morale non dovrebbe essere forse da sé immortale? L’aumento progressivo dello stimolo interiore è la principale preoccupazione dell’artefice della immortalità. A qual diritto qui non si può dire – anche in questo i poeti hanno profetato in modo singolare – che soltanto le muse conferiscono l’immortalità? Con ciò la condizione di erudito passa a una regione superiore.

 

 

980. Per economia si ha un re solo. Se non dovessimo procedere economicamente, tutti saremmo re.

 

 

Novalis 




Tratto da: Novalis Frammenti. Rizzoli, Milano 1987.